Focus, il coronavirus in Europa: come rispondono all'epidemia gli altri Paesi

I ministri della Salute europei riuniti a Roma esprimono il loro "sostegno pieno per la gestione del coronavirus" e firmano una dichiarazione di solidarietà all'Italia. Il premier Giuseppe Conte garantisce: "In Italia si può viaggiare tranquillamente e fare del turismo. È un Paese sicuro, molto più sicuro di altri". E “sarebbe ingiusto che arrivassero limitazioni da parte di stati esteri".
 
Intanto i contagi nel nostro Paese sono più di 300, mentre in Germania si sono fermati a 16, una dozzina in Francia (come in Gran Bretagna ormai fuori dall'Europa), si contano sulle dita di una mano in Spagna, Austria, Svizzera e Croazia. Numeri destinati a cambiare ma che segnano comunque un grosso salto tra il caso italiano (terzo Paese al mondo per contagiati dopo Cina e Corea del Sud) e gli altri. Cosa ha fatto e fa la differenza? Migliori pratiche all'estero o i tantissimi controlli italiani? Come vivono l'epidemia le altre nazioni e cosa prevedono per chi arriva dall'Italia? Lo abbiamo chiesto ai corrispondenti Tonia Mastrobuoni (Berlino), Anais Ginori (Parigi) e Enrico Franceschini, da Londra. Caso a parte fa Bruxelles: al parlamento c'è confusione sul traffico di europarlamentari e politici e sul trattato di Schengen. Ma c'è una certezza: ci sarà più elesticità sui nostri conti.
 
In studio Giulia Santerini

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